| Newsletter di Laziosette 24 maggio 2009 |
| Scritto da Diocesi Di Civita Castellana |
| Mercoledì 27 Maggio 2009 07:25 |
|
Ascensione Comincia la missione dei discepoli CIPRIANO SONAGLIA
“Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio”(Mc 16, 15-20). Gesù se ne va, ma rimane molto vicino a ciascuno. È presente nel tabernacolo più vicino, forse a pochi metri da dove viviamo o lavoriamo. Sentiamo forse la mancanza della sua presenza fisica, della sua parola umana, dei suoi miracoli. Vorremmo forse tornare ad osservano da vicino, quando prega lungamente, quando ha compassione della folla. Con l’Ascensione termina la sua missione terrena, ma comincia quella dei discepoli, la nostra. Il Signore vuole che ciascuno nel proprio ambiente continui il compito di santificare il mondo. La festa odierna allora ci ricorda la nostra responsabilità di essere suoi testimoni con un comportamento degno della sua dottrina. Coloro che ci frequentano devono accorgersi che siamo leali, sinceri, allegri, laboriosi, come si conviene a figli di Dio. In questo modo la vita di Gesù non finisce con la sua morte in croce, ma continua con la sua esaltazione, come un giorno aveva detto agli apostoli: ”Io salgo al Padre mio e Padre vostro; Dio mio e Dio vostro”. (Gv 17,11)
Domenica prossima, in tutte le chiese d’Italia, la Conferenza episcopale italiana promuove una colletta Per dare speranza alle famiglie che la crisi ha lasciato senza reddito
STEFANO STEFANINI
Le realtà cittadine della nostra diocesi presentano i diversi modelli e ritmi lavorativi - non esclusi dalla dura crisi economica in corso - che vanno dal mondo agricolo ai trasporti, dalla ferrovia e l’autostrada, alle fabbriche di ceramiche, dall’artigianato ai servizi comunali e al terziario, le strutture turistico-ricettive, dalla scuola, al mondo della sanità e delle libere professioni, oltre al fenomeno sempre più vasto del precariato, specie nella prima occupazione giovanile. Il dialogo e la condivisione tra lavoratori, imprenditori, parrocchie ed enti locali non può tralasciare i gravi problemi occupazionali anche delle nostre città. Nel cuore di questa crisi occupazionale l’iniziativa dell’Episcopato italiano sta portando un sostegno ai redditi familiari più bassi e sta per essere avviata anche nella nostra Diocesi. Il progetto allo studio prevede un fondo economico costituito da una garanzia che a livello nazionale ammonterà a trenta milioni di euro che verranno raccolti dalle parrocchie nella grande Colletta Nazionale programmata per domenica 31 maggio e attingendo anche dal gettito dei contributi dell’8 per mille. Il sistema bancario finanzierà il resto delle risorse. Anche nella nostra diocesi i beneficiari del “prestito d’onore” saranno le “famiglie regolari”- senza ovviamente distinzioni religiose – monoreddito, con tre figli o con disabili o persone con gravi disagi. Dalle prime anticipazioni fornite, l’aiuto di 500 euro al mese per un anno, eventualmente rinnovabile per un ulteriore anno, e potrà essere restituito ad un tasso inferiore all’1% quando il lavoratore beneficiario troverà un nuovo lavoro e con una dilazione nell’arco dei successivi cinque anni, rispettando e premiando in tal modo la dignità e la volontà del lavoratore di rientrare nel mondo della produzione. Chi vorrà richiedere l’integrazione salariale potrà rivolgersi ai parroci e, tramite la Caritas diocesana, verranno messi direttamente in contatto con la banca erogatrice del contributo: sinora hanno già aderito all’iniziativa i maggiori istituti bancari capillarmente presenti nelle nostre città, da Banca Intesa a Unicredit, al Monte dei Paschi di Siena . Ai nuclei di credenti e non credenti, coppie di cittadini italiani ed immigrati, purché siano legati da matrimonio religioso o civile, entro due o tre settimane di vaglio dei requisiti delle domande, potranno essere erogati i primi sostegni economici. I rischi di solvibilità vengono assicurati dal Fondo costituito dai Vescovi e dai fedeli aderenti alla Colletta del 30 maggio prossimo e dalle Banche aderenti all’iniziativa di sostegno al reddito. Altra attività importante su questo fronte è quella avviata dalla regione Lazio, che finanzierà progetti comunali contro la povertà per complessivi 14 milioni di euro, la provincia di Viterbo potrà erogare 1.6 milioni di euro per aiuti alla popolazione provinciale meno abbiente di 6.9 % dei cittadini del Lazio sotto la soglia di povertà . Il significato del “Prestito della speranza” è riassumibile in questa dimensione di aiuto concreto alle famiglie più toccate dalla crisi ed alle popolazioni dell’Abruzzo duramente “provate” dal terremoto. Questa iniziativa di sostegno al reddito di chi ha perso il lavoro rappresenta la concreta testimonianza della fede nella vita familiare nei luoghi di produzione e di erogazione dei servizi sociali culturali e scolastici. Per questo nelle parrocchie dovrà essere avviata una riflessione sul significato della presenza del lavoratore cristiano, sia esso dipendente, imprenditore, libero professionista, collaboratore volontario, nella realtà produttiva della nostra Diocesi, nel rispetto dei ruoli dei comuni, dei sindacali sociali. Papa Benedetto XVI ha suggerito un pensiero chiaro per uscire dalla crisi. Non nel senso di ricette economiche specifiche capaci di ripristinare l'ordinato flusso nel rapporto capitale e lavoro, finanze e bisogni di famiglie e imprese. Ma perché da questa crisi non si esce senza una speranza che sia più credibile di quella che viene solo dai mercati e dalle teorie economiche. Per farcela, occorre ”recuperare ragioni per vivere”. La depressione economica si supera se si vince la depressione ideale ed il venir meno della Speranza. Ci sentiamo oggi di proporre, in linea con l’iniziativa dei prestiti d’onore promossa dai vescovi italiani e quindi per agevolare l’impegno della Caritas di Civita Castellana e di mons. Romano Rossi di promuovere concretamente: l’istituzione della Commissione Diocesana e quelle parrocchiali “ Mondo del Lavoro e Dottrina Sociale della Chiesa con la partecipazione di esponenti del mondo dei lavoratori, degli imprenditori e delle libere professioni e del volontariato-terzo settore; - la creazione in tutti i Consigli Pastorali parrocchiali (in alcuni sono già presenti) di adeguate rappresentanze del mondo del Lavoro. Il complesso dei valori del “Vangelo del lavoro” sollecita l’impegno dei lavoratori e delle imprese a dare maggiore dignità al lavoro: nel dialogo, nell’informazione e consultazione nelle relazioni industriali e negli organismi di partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa o dell’ente o ufficio pubblico, più dignità retributiva specie a favore del lavoro giovanile, di quello più precario, meno tutelato o retribuito, ove purtroppo c’e meno sicurezza anche per l’incolumità personale del lavoratore.
Perché un fondo? La crisi economica che ha investito l’Italia, e il mondo, richiede iniziative straordinarie. Sono infatti le “membra più deboli”, quelle che stanno soffrendo maggiormente, e senza colpa, degli effetti di questa grave situazione, in particolare le famiglie più numerose e monoreddito che, improvvisamente, si sono viste private dell’unica fonte di sostentamento. Per far fronte a questo delicata fase economica, la CEI ha istituito un fondo nazionale straordinario di garanzia.
I destinatari Sono le famiglie con almeno tre figli (in età scolare, compresa l’università) o gravate da malattie o disabilità, che abbiano perso la fonte di reddito per la perdita temporanea o anche definitiva del lavoro. Si calcola che il numero delle famiglie in queste situazioni sia tra le 20 e le 30 mila. Il fondo è istituito d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che ha proposto alle principali banche di aderire all’iniziativa. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti.
Come funziona Il fondo sarà attivo a partire dal 10 settembre 2009. Le parrocchie indicano i possibili destinatari del prestito alla Caritas diocesana o ai patronati cattolici, che attestano l’effettiva presenza dei requisiti richiesti secondo i criteri definiti a livello nazionale, e segnalano la banca a cui rivolgersi. La banca avvia in tempi molto brevi l’iter per concedere il prestito, che sarà erogato mensilmente. La modalità di intervento prevede che a ciascuna famiglia sarà erogato un contributo massimo di € 500 mensili per un anno, per un totale di € 6.000. Il contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo stesso importo, se permangono le condizioni di necessità iniziali. Se viene meno lo stato di necessità, l’erogazione viene sospesa. La restituzione del prestito alla banca inizierà nel momento in cui la famiglia disporrà nuovamente dì un reddito certo, e comunque non prima di uno o due anni, e avrà la durata massima di cinque anni.
Cosa si può fare L’obiettivo è raccogliere 30 milioni di euro per dare una risposta adeguata al problema delle famiglie in difficoltà. Per farcela abbiamo bisogno di tutti, anche del tuo aiuto. Si può contribuire direttamente con un’offerta libera presso la propria chiesa, domenica 31 maggio.
La Caritas diocesana per le vittime del terremoto L’impegno delle Caritas del Lazio per l’Abruzzo
***
Lunedì 18 maggio inizia la fase operativa dell’impegno delle Caritas del Lazio in Abruzzo: in un incontro con la Caritas Diocesana dell’Aquila si darà il via all’attività del gruppo di operatori nelle zone affidate, che dopo il primo periodo di monitoraggio, sono diventate cinque: a Tornimparte e Scoppito si sono aggiunte Lucoli, alcune frazioni presso Sassa e altre presso Preturo. Per la fase che si concluderà a dicembre 2009 è stata concordata la presenza di dieci operatori che divisi nelle 5 zone svolgeranno un lavoro di ascolto della gente e, a fianco dei parroci delle zone, di supporto pastorale a tutto campo, con particolare attenzione alle fasce deboli della popolazione. Il gruppo di operatori delle diocesi del Lazio che si sono resi disponibili per un periodo almeno di 2 o 3 mesi sono stati 15, provenienti dalle Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Montecassino, Palestrina, Roma, Sora-Aquino-Pontecorvo, Velletri-Segni, Viterbo; tutte le altre Diocesi, tra cui la nostra, hanno assicurato la presenza di operatori per i campi settimanali di animazione che inizieranno a fine giugno. Al momento non ci sono famiglie o singole persone che intendano venire ospiti in Diocesi presso le famiglie che si erano rese disponibili, in seguito si vedrà la possibilità di organizzare soggiorni o campi scuola per ragazzi. Caritas Italiana si farà carico delle spese per tutto il periodo di 3 operatori, le Diocesi del Lazio si faranno carico di quelle degli altri 7 operatori e degli altri che si avvicenderanno settimanalmente. In base alle esperienze maturate e in stretto accordo con la Chiesa locale si potrà ipotizzare a gennaio 2010 la realizzazione di strutture prefabbricate: • per attività liturgiche, sociali e ricreative (Centri di comunità), • scuole ed asili parrocchiali, • case di riposo, • edilizia economica e popolare, • opere a servizio dei poveri… Chi è disponibile per un periodo di presenza nelle zone terremotate può compilare l’apposita scheda che può richiedere al rappresentante della propria vicaria telefonando ai nn.: 0761-513813 334-3747351 per la Vicaria Faleritana (Castel sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Nepi) 0761-403024 338-4802871 per la Vicaria Teverina (Bassano in Teverina, Gallese, Orte, Soriano nel Cimino, Vallerano, Vasanello, Vignanello) 0761-625013 338-9643262 per la Vicaria Cassia (Bassano Romano, Capranica, Caprarola, Carbognano, Monterosi, Ronciglione, Sutri) 06-9968568 335-1397590 per la Vicaria del Lago (Anguillara, Bracciano, Canale Monteranno, Manziana, Trevignano) 06-9032286 339-7265950 per la Vicaria del Soratte (Capena, Civitella s. Paolo, Fiano, Filacciano, Nazzano, Ponzano, Rignano Flaminio, Sant’Oreste, Torrita Tiberina) 06-9042438 349-7861774 per la Vicaria Flaminia (Calcata, Campagnano, Faleria, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Sacrofano) N.B. Chi svolge volontariato nelle zone terremotate con la Caritas ha diritto ai benefici previsti dal DPR 194/01 per quanto riguarda l’assenza dal lavoro. Tutto ciò che porteremo avanti sarà possibile grazie al contributo economico che con generosità già in questi giorni è stato offerto da parrocchie e singole persone; chi volesse contribuire con offerte in denaro può farlo attraverso bonifico bancario IBAN IT35 PO87 7873 2400 0000 0313 374, intestato a “DIOCESI CIVITA CARITAS” specificando nella causale “Terremoto Abruzzo”. ***La Caritas diocesana
Il Messaggio di Benedetto XVI per la 43^Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali “Nuove tecnologie, nuove relazioni”
GIANCARLO PALAZZI
“Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”. È il tema scelto da Benedetto XVI in occasione della 43a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009, che si celebra domenica 24 maggio. Le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani, fanno parte del nostro mondo, hanno un grande interesse culturale e sociale, c’informano tempestivamente, ci relazionano gli avvenimenti; ci danno una dimensione mondiale d’ogni sensibilità particolare e nazionale, ma che ha molte sfaccettature e chiama in causa tutti, operatori del settore della comunicazione e non, affinché si assumano le proprie responsabilità nel contribuire al corretto uso delle nuove tecnologie, senza tralasciare il valore insostituibile delle relazioni umane. I giovani in particolare, hanno saputo cogliere l’enorme potenziale dei nuovi media, per cercare nuove amicizie, nel confrontarsi o nel condividere le proprie idee o opinioni. Il concetto di amicizia “ha goduto di un rinnovato rilancio nel vocabolario delle reti sociali digitali emerse negli ultimi anni”, ed è una delle più nobili conquiste della cultura umana per sostenersi nel bisogno e nel proiettarsi avanti con fiducia e coraggio. Il desiderio di amicizia è radicato nella nostra stessa natura umana, scaturisce da una visione di fede, in grado di riconoscere e promuovere il bene primario dell’uomo e della società per una comunicazione alla luce del messaggio biblico, che abbia la capacità di incidere, di comunicare all’interno della Chiesa e di comunicare anche all’esterno, con la necessità di rinnovare e adeguare ai nostri tempi, linguaggi e nuovi strumenti, che vuol fare dell’intera umanità un’unica famiglia “a immagine e somiglianza di Dio, il Dio della comunicazione e della comunione”. È importante considerare l’indubbia capacità delle nuove tecnologie di favorire il contatto con le persone, ma che richiedono un’adeguata abilità e capacità critica, che per i credenti, si realizza attraverso lo sguardo attento della fede alla luce della verità e della vera libertà. Il Santo Padre pone l’attenzione e la sua premura nel sostenere e incoraggiare tutte le persone di buona volontà, perché s’impegnino nel promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, dell’amicizia. “Pertanto, coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media non possono non sentirsi impegnati al rispetto della dignità e del valore della persona umana”. È il richiamo del S. Padre ad affrontare una nuova situazione culturale e multimediale, per evitare la condivisione di parole e immagini degradanti, ed escludere ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi. Un invito ai giovani cattolici a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede, per parlare ed entrare in dialogo con il mondo, nella ricerca di una nuova evangelizzazione, nella presa di coscienza dell’inquietudine dell’uomo moderno, al fine di toccarne le menti e i cuori. È l’intento del nostro Vescovo Mons. Romano Rossi, quale portatore in tutte le parrocchie della diocesi, della Buona Novella di Gesù, per essere oggi “maestro e testimone della fede” chiamato a leggere la realtà quotidiana alla luce del Vangelo in una società frantumata e in crisi. L’appello del Papa e il proficuo impegno del Vescovo, ci richiama tutti, ministri, giornalisti operatori del settore della comunicazione, uomini, donne e soprattutto i giovani, a farci carico con entusiasmo dell’annuncio del Vangelo in questo “continente digitale”, nel testimoniare frammenti reali di vita, “dove i doni sono condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità e dove l’identità di ciascuno sia realizzata in una comunione rispettosa”. Tante sono le attese, dove solo la fede può dare risposte certe: di un mondo, dove regni l’amore.
Nepi 2 Giugno 2009 1° Cammino delle Confraternite Ore 15.30 Arrivi, registrazione, accoglienza presso il parco. Ore 16-00 Partenza del Cammino dalla nuova chiesa S. Famiglia, con percorso verso il centro storico e ritorno. Ore 18.00 Parco dei tre portoni S. Messa concelebrata, presieduta dal Vescovo S.E. Mons. Romano Rossi.
Ritiro del clero Si terrà il giorno 25 maggio (lunedì) invece di giovedì 28 maggio a Pian Paradiso e terminerà col pranzo
Vallerano Sulle orme di Cristo con i piedi di S. Francesco
+++ Sabato 9 Maggio 2009, i ragazzi della Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Vallerano che si stanno preparando a ricevere il Sacramento della Confermazione, insieme al Parroco Don Claudio, alle catechiste, ai genitori e i nonni, si sono recati in pellegrinaggio nella terra del Poverello. I giovani, prossimi soldati di Cristo, rigorosamente in maglia rossa con su stampata una colomba bianca e una scritta che acclama alla venuta dello Spirito Santo, si sono presentati all’appuntamento con entusiasmo e gioia, pronti ad intonare canti francescani, quando a Santa Maria degli Angeli, dopo la visita alla Basilica e al Museo, guidata da Don Claudio, ci siamo riuniti nella cappella di Santa Chiara per celebrare la Santa Messa, animata dai ragazzi. E’ seguito un momento conviviale per il pranzo e poi via, verso la Basilica di Santa Chiara dove commossi abbiamo ascoltato la storia del Crocifisso di San Damiano e seguito Don Claudio nel racconto degli episodi di vita del Giullare di Dio. Si prosegue per la Basilica di San Francesco dove nella parte superiore si sono potute ammirare le pareti affrescate da Giotto raffiguranti gli episodi salienti della vita del Santo, per scendere poi nell’oscurità della Basilica inferiore e inginocchiarci a pregare sulla sua Tomba. Ripercorrendo questo cammino con la stessa semplicità di Francesco abbiamo riflettuto sulla nostra esistenza e su tutto ciò che il mondo ci dà, anche le cose più semplici, migliorando così il rapporto con noi stessi e gli altri. Abbiamo fatto rientro nelle nostre case arricchiti per aver ritrovato un po’ di se stessi in armonia con la natura e l’arte ed entusiasti della giornata trascorsa con la speranza di poter ripetere presto questa esperienza, augurandoci che venga imitata anche dalle altre classi, che alla fine di ogni anno catechistico possano ritrovarsi per vivere un momento profondo come il nostro, che rimarrà indelebile nelle menti e nei cuori. Grazie al nostro parroco Don Claudio Fune e al nostro Vescovo Mons. Romano Rossi che purtroppo questa volta non ha potuto essere con noi per impegni precedentemente presi, ma cara Eccellenza noi siamo pronti a fare il bis, naturalmente questa volta non dovrà mancare. *** I genitori dei ragazzi della cresima
Faleri – Parco Falisco. Un esempio di collaborazione tra Comune e Parrocchia Inaugurato il campo polivalente
FABIO MELANDRI
Domenica 17 maggio 2009 alla presenza della senatrice Laura Allegrini e di una vasta delegazione di rappresentanti del Comune di Fabrica di Roma e dei cittadini di Faleri e Parco Falisco, il Sindaco Giuseppe Palmegiani ha ufficialmente inaugurato il campo polivalente edificato presso la Parrocchia dei Santi Gratiliano e Felicissima . La struttura che ospita un campo da Pallacanestro + un campo da Pallavolo è stato costruito su un terreno di proprietà del Comune di Fabrica da tempo dato in comodato d’uso alla Parrocchia che ne gestisce la tenuta , la pulizia e lo sviluppo continuo e costruttivo grazie all’opera instancabile del Parroco don Giuseppe Pernigotti e di alcuni cittadini che volontariamente e gratuitamente si dedicano all’ampliamento ed abbellimento costante dello stile di vita della nostra Frazione . Il Comune si è dedicato alle opere di livellamento dell’area e di costruzione della piattaforma cementizia, mentre la Parrocchia ha pensato alle attrezzature. La struttura, fortemente voluta dai nostri rappresentanti in seno all’Amministrazione e dal nostro Parroco, completa ed arricchisce il Parco Parrocchiale e, auspichiamo, sarà meta di incontri e partecipazione dei giovani non solo della nostra Frazione, affinché possiamo ampliare e migliorare i rapporti tra i giovani della nostra zona e (perché no?.. ) magari dare la possibilità a molti di poter praticare sport che nel nostro circondario non hanno molta visibilità, ma che non sono di certo secondari. Un invito lo rivolgiamo volentieri a quanti siano interessati (in modo “disinteressato” naturalmente ) ad aiutare i nostri ragazzi ad apprendere ed apprezzare la bellezza di questi due sport. Data la presenza anche della Senatrice Allegrini, si è voluto approfittare dell’occasione per chiedere appoggi anche al progetto del Comune per far riconoscere il sito archeologico di Faleri Novi patrimonio dell’UNESCO, così da incrementare e perfezionare lo sviluppo turistico dell’area per garantire ai nostri giovani oltre che uno sviluppo “sportivo” anche una possibilità di lavoro reale in zona. Ci siamo trattenuti dal chiedere alle autorità a quando fosse prevista la consegna in gestione della Chiesa di S.Maria di Falleri alla nostra Comunità … ma questo è un altro piccolo tassello che, speriamo vivamente, andremo al più presto a discutere sempre nell’ambito di quella stretta collaborazione tra Comune e Parrocchia .
Orte Scalo . Conferenza su S. Francesco. “Gesù Cristo nell’esperienza spirituale degli scritti di S. Francesco”
STEFANO STEFANINI La presenza di San Francesco ad Orte è un legame che si rinnova da otto secoli e verrà onorata con un primo appuntamento programmato per venerdì 29 maggio alle ore 19 presso l’auditorium Giulioli nella parrocchia di S. Antonio in Orte Scalo. Il professor padre Vincenzo Battaglia, professore di teologia dogmatica e decano della facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum di Roma, terrà una conferenza su “Gesù Cristo nell’esperienza spirituale degli scritti di San Francesco”. La comunità cristiana accoglie P. Vincenzo, che ha trascorso alcuni anni ad Orte Scalo, nel periodo dei suoi studi giovanili. Tale iniziativa si inquadra nell’ambito delle manifestazioni programmate nella ricorrenza dell’Ottavo centenario della visita di Francesco d’Assisi ad Orte. Ricordiamo che Orte, come gran parte delle cittadine umbro-laziali, conserva numerose testimonianze della presenza di Francesco di Assisi, da quando, nel 1209, soggiornò nella cittadina con i suoi primi undici compagni per 15 giorni presso la chiesetta rupestre di San Nicolao, sulla collina verdeggiante che sovrasta Orte Scalo. Il Poverello era di ritorno da Roma, ove presso il Papa Innocenzo III aveva ottenuto per sé e per i suoi seguaci l’approvazione della Regola dell’Ordine dei Frati minori che sino ad oggi ha fatto della povertà, del servizio ai più deboli e della preghiera i fondamenti di un autentico stile di vita che riesce ad avvicinare le Creature a Dio, in ogni tempo ed in ogni condizione sociale. Ad Orte San Francesco operò il prodigio della guarigione di un bambino di nome Giacomo, con le estremità rattrappite dalla nascita. Il Santo acconsentì alle richieste dei genitori e forse in quell’occasione ideò la costituzione dell’ Ordine Francescano Secolare, rivolto ai coniugi cristiani ed ai laici desiderosi di vivere il suo ideale di fraternità universale. I luoghi legati alla presenza di Francesco - patrono d’Italia, uomo della difesa e della valorizzazione dell’ambiente - e dei suoi seguaci sono la chiesa di San Nicolao, ove il santo soggiornò nel 1209, apprezzò una purissima fonte d’acqua e pregò di fronte ad un crocifisso, conservatosi sul luogo sino al 1600. San Lorenzo ove visse la prima fraternità di seguaci con il beato Teobaldo. Il porto o barca di San Francesco sul Tevere, l’ospedale dei pellegrini in loc. Scappia in Orte Scalo che dal XIII secolo ospitava ed assisteva i pellegrini diretti a Roma.
|