| Newsletter di Laziosette 07 giugno 2009 |
| Scritto da Diocesi Di Civita Castellana |
| Martedì 09 Giugno 2009 07:05 |
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SS.ma Trinità Il nome proprio di Dio CIPRIANO SONAGLIA
“Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. (Mt. 28, 16-20). Dio Trinità: è la grande rivelazione di Gesù. Un mistero che da una parte riassume la nostra impotenza intellettuale, dall’altra il desiderio di viverlo questo mistero così come diceva S. Agostino. “Poiché mi ha amato, mi ha reso amabile”. La Trinità è il nome proprio del Dio-Amore, una esperienza, l’amore, alla portata di tutti. Un’esperienza che deve guidare a edificare la famiglia, la società, la Chiesa. È l’amore trinitario di Dio entrato nelle vicende umane la forza che trasforma e completa l’uomo. Questa verità è decisiva per orientare con saggezza la nostra vita ogni giorno. Con la rivelazione di questo mistero Gesù non ha voluto dirci come è fatto Dio, ma ha voluto aiutarci a riconoscere, lodare, amare il Padre che ha dato origine a tutto l’universo, che ha tanto amato il mondo da mandare suo Figlio come salvatore e dona il suo Spirito per la ricerca di ciò che è giusto, vero e buono.
Tanti giovani al raduno sul Soratte Al Vento dello Spirito
AUGUSTO MASCAGNA
Metti un popolo in cammino verso la santa montagna del Soratte, la guida esperta e saggia del nostro vescovo, tanti giovani desiderosi di spendere sudore, fatica, gioia e preghiera per obiettivi alti. Risultato: la Pentecoste 2009. Ingredienti semplici, risultato: la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di speciale che ti dà una marcia in più e ti mette nel cuore tanta pace. E i giovani? Hanno risposto tanti, coi loro fazzolettini, con le scarpe da trekking, con le felpe e le t-shirt con le scritte più strane. I giovani con la gioia per ballare, con la voglia di ascoltare, di mettersi in gioco e di alzarsi all’alba per salire sul Soratte. Quattro percorsi diversi, unica meta. Incontrare altri giovani, farsi portavoce di un popolo che ha bisogno di Spirito per vivere. Ha sete di Spirito, di un’acqua che zampilla per la vita eterna. Comincia il cammino 8/10/12 chilometri, salite, discese, la campagna romano viterbese e intanto “alzo gli occhi verso i monti”. Zaino in spalla, la mia umanità, quanti pesi! Problemi, dubbi, peccati…e il futuro? “Lo Spirito soffia dove vuole” ma c’è bisogno di qualcuno che diventi cassa di risonanza dove il vento dello Spirito si trasformi in melodie che ammaliano, stupiscono, innamorano… Tha answer is blowin’ in the wind, la risposta è nel vento, il vento dello Spirito che soffia dove vuole, ma ha bisogno di corpi da rianimare, lo Spirito capace di trasformare in profeti i vostri figli e le vostre figlie, lo Spirito capace di dare una legge nuova, lo Spirito primo vagito dell’uomo nuovo. “Quello che ha detto il Signore noi lo faremo e lo eseguiremo”. Così i giovani hanno risposto durante la veglia alla proposta della liturgia. Lex orandi, lex credendi, lex vivendi. E poi la festa, perché dove sono i giovani e il Signore nasce la festa. Festa semplice e sincera come le cose buone… La notte, breve…perché l’alba è vicina, l’alba di un nuovo giorno, l’alba del giorno di Pentecoste. Buio, occhi assonnati e poi la fila lunga per raggiungere la meta. E ancora salita, non finisce mai, preghiera interrotta dal fiatone, sudore che trasforma il buio della notte in una nuova alba. “Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire…” il vento, il fuoco.. fenomeni eccezionali, genere letterario per dire che lo Spirito traduce l’impossibile dell’uomo in possibilità nuove. Cima del Soratte, vento, calma, san Silvestro: l’attesa dell’incontro apre al mistero di un Dio presente. Dio con noi. Immagini diverse, unica esperienza, lo stesso Spirito.
Sovvenire Incontro formativo-spirituale dei referenti
PAOLO GIULIANI
Giovedì 21 maggio si è svolto l’annuale incontro formativo e spirituale dei referenti del “Sovvenire”, che quest’anno ha avuto come meta il Monastero esarchico di Santa Maria di Grottaferrata sui colli romani. I quaranta referenti, provenienti dalle varie parrocchie della diocesi, guidati da Mons. Carlo Crucianelli, responsabile diocesano del Sovvenire, da don Don Mariano Chirozzi e dal Prof. Erasmo Di Giuseppe, sono stati ricevuti al loro arrivo al Monastero da Padre Emiliano Fabbricatore, Archimandrita (abate) dei monaci basiliani che custodiscono questa vetusta abbazia oggi monumento nazionale. L’incontro che ha lo scopo di promuovere il confronto e la formazione spirituale dei referenti, ha avuto momenti di preghiera, culminati nella Santa Messa celebrata nella splendida basilica di Santa Maria da Mons. Crucianelli, che nella sua omelia, oltre a ringraziare i referenti per il loro impegno, ha ricordato la loro missione, i relativi compiti e responsabilità. La Santa Messa si è conclusa con la recita della preghiera dell’incaricato per il Sovvenire che ha costituito un forte momento di comunione e senso di appartenenza. La visita guidata a questa abbazia, carica di storia, ha poi consentito di accrescere le proprie conoscenze sia nell’ambito culturale che propriamente cristiano. L’abbazia è stata costruita nel lontano 1004, sui resti di una villa romana, da un gruppo di monaci di rito italo-bizantino, guidati da San Nilo e San Bartolomeo. Questi monaci provenienti dalla Calabria, allora provincia dell’impero bizantino, erano sotto la giurisdizione del patriarca di Costantinopoli. Quando Bisanzio (Costantinopoli) nel 1054 si separò dalla Chiesa di Roma, attribuendosi il nome di Chiesa Ortodossa, la comunità di Grottaferrata ha continuato a restare in comunione con la Chiesa di Roma, pur conservando gelosamente il rito e le tradizioni orientali delle origini, perciò qualsiasi fedele cattolico può partecipare alle celebrazioni che qui si svolgono e accostarsi ai sacramenti. La particolarità di questa abbazia fa si che sia spesso luogo di incontro tra le due Chiese, Cattolica e Ortodossa, nell’ambito del dialogo interreligioso. Dal punto di vista puramente turistico la chiesa abbaziale, che ha la configurazione propria della chiese di rito ortodosso, conserva splendide icone, mosaici e affreschi, di interesse sono inoltre i resti della villa romana, la biblioteca con manoscritti antichissimi e l’imponente fortificazione sorta per la difesa dalle frequenti scorrerie. L’incontro si è svolto in un clima sereno di comunione e fraternità e ha avuto momenti gioiosi e di convivenza. Durante il viaggio di ritorno si è sentita la necessità di ringraziare il Signore, per il dono di una giornata così felice, con la recita del Santo Rosario.
Orte Scalo La festa per S. Antonio da Padova
STEFANO STEFANINI
I festeggiamenti organizzati in onore di S. Antonio assumono ogni anno un significato legato particolarmente alla nascita del culto del Santo dei Miracoli nel 1921, alla costruzione della chiesa parrocchiale, ai bombardamenti dell’agosto del 1943 ed alla Ricostruzione materiale e spirituale della Borgata dalle rovine della guerra. La comunità cristiana e civile di Orte Scalo associa da sempre le feste patronali alla figura di P. Geremia Subiaco, artefice e costruttore della chiesa parrocchiale. Il Comitato Festeggiamenti “Classe 1968”, presieduto da Stefania Gullo, e composto da tanti attivissimi quarantenni, si è impegnato per tutti i mesi invernali all’organizzazione delle iniziative che onorano il santo patrono e la comunità civile e religiosa: spiccano gli appuntamenti di musica in piazza, il concerto dei Nomadi il 14 giugno e tante iniziative sportive, culturali e ricreative Come di tradizione, per sabato 13 giugno il vescovo Mons. Romano Rossi ha confermato la sua presenza e presiederà la messa delle ore 11, a sottolienare il profondo e sincero legame della popolazione al Santo di Padova. Successivamente incontrerà i ragazzi e le associazioni parrocchiali.
Formello Un triangolare di spiritualità Tre giorni tra sport, fair play e momenti di riflessione
NAZARIO BASILI
Formello, per tre giorni, diventa la capitale di un calcio molto speciale. Partite dove non esistono arbitri e gli incontri vengono gestiti dai capitani delle squadre, i partecipanti sono costretti a rispettare delle regole particolari e ai giocatori è vietato segnare più di tre goal a testa. Un gioco dove l’individualismo è bandito e la causa comune prevale su tutto. Un modo per promuovere un nuovo tipo di calcio, scoprendo e sfruttando le potenzialità dello sport per la crescita umana e spirituale di ogni persona. Il calcio sociale si gioca otto contro otto ma per chi lo pratica dare una pedata al pallone non è soltanto un gesto atletico ma, sempre più, diventa uno stile di vita dove accoglienza, giustizia e amore sono i cardini principali. Nel “Triangolare della spiritualità”, disputato nel paese sulla Cassia Bis, hanno giocato uomini e donne, ragazzi e ragazze, giovani con disabilità o con problemi di droga o disagio familiare. Dal 31 maggio al 2 giugno, la tre giorni formellese è animata da incontri, feste e partite per scoprire questo nuovo sport e promuovere il dialogo tra culture, religioni, sessi e generazioni differenti, diffondendo nell’aria un clima unico di libertà, fraternità e amicizia. La manifestazione, promossa dall’Asd Calcio Sociale con il contributo della Provincia di Roma e il patrocinio della Regione Lazio e Comune, ha acceso il Centro Sportivo di Formello. L’idea è quella di promuovere una diversa disciplina che favorisca la crescita umana e spirituale di ogni persona. Tra le tre squadre in lizza una è formata da giocatori di religioni e culture diverse. Le partite sono una miscela di voci e colori diversi che inseguono il pallone in campo e che lanciano fuori dalla linea di fondo assist di valori condivisi. Non mancheranno i momenti di spiritualità. Riveste un particolare interesse la tavola rotonda alla quale partecipano rappresentanti di diverse culture. Don Fabrizio Valletti, parroco gesuita del Centro Hurtado a Scampia, la teologa iraniana Shahrzad Houshmand, il presidente dell’unione Giovani Ebrei d’Italia Daniele Nahum, e Omar Jibril, presidente dei Giovani Musulmani d’Italia. Ai vari dibattiti partecipano: Arturo Paoli, missionario in Sudamerica e Giusto delle Nazioni per aver salvato la vita di alcuni ebrei durante la II Guerra Mondiale, don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e dell’associazione Libera contro le mafie, don Luigi Verdi, fondatore di Fraternità Romena, Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio ed il vescovo di Civita Castellana monsignor Romano Rossi. Per il nostro vescovo diocesano si tratta di “Un tentativo di creare tra i ragazzi qualcosa di nuovo. Il calcio non nel segno della competitività ma dell’alternativa ad un certo modo di vivere come elemento di aggregazione e non come elemento di esclusione ma di inclusione”. In un contesto come questo passa, certo, in secondo piano il vincitore del torneo. Certamente su tutto ha vinto l’esempio del rispetto ed il dialogo tra diversi, in fondo così uguali.
Civita Castellana Incontro a Manziana
ANGELA BERNARDI Non è la prima volta che assistiamo al cambio della guardia, ovvero alla sostituzione dei sacerdoti nelle nostre parrocchie. Il popolo di Dio si affeziona ai suoi preti, ognuno un carisma diverso, che riesce a rendere il nostro cuore un organetto capace di aprirsi e chiudersi alle emozioni. Oggi, 28 maggio 2009, gli adulti dell’Azione Cattolica di Civita Castellana hanno programmato di fare una gita-pellegrinaggio a Manziana, località in provincia di Roma, dov’è stato trasferito il nostro ex parroco don Angelo Cordelli, paese che gli ha dato i natali, dove sono le sue radici e una via che porta il suo stesso nome e cognome. Manziana, fondata su un poggio del monte Calvario nel XVI secolo come borgo rurale, ha alle spalle il lago di Bracciano, fino ad arrivare in vista del mare verso Santa Severa che ne fa un luogo di villeggiatura molto frequentato. Nei dintorni sono presenti numerose cave di gesso, pozzolana e trachite, detta pietra di Manziana, celebre per la sua resistenza al fuoco. Si pensa che il nome di questa località derivi dalla parola “manza”, che significa giovane vacca, animale che compare al centro dello stemma comunale per celebrare la laboriosità agricola. L’incontro con don Angelo è avvenuto presso la chiesa parrocchiale intitolata a S. Giovanni Battista. La chiesa, costruita intorno al 1560, contiene affreschi dipinti dal nonno dello stesso parroco; qui, seppur nella sua breve vita, è stato pastore anche don Pier Luigi Quatrini. Dopo la messa ci siamo incamminati verso il monastero Cottolenghino “Sacro Cuore”, dove le suore ci hanno ospitato per consumare il pranzo al sacco in un ambiente confortevole in mezzo al verde. Nel pomeriggio abbiamo visitato la cappella dove queste erano raccolte in preghiera; ma il nostro chiacchierio ha disturbato il silenzio claustrale e qualcuno ci ha fatto cenno di tacere, “pregare è cercare Dio!” Ci allontaniamo in silenzio per riprendere la via del ritorno, con tante cose belle negli occhi e nella mente alcuni versi di Charles Peguy:
“Ci si salva insieme si giunge insieme presso Dio, non si arriva a Dio uno senza l’altro”
Orte L’inaugurazione del Palazzo dell’Università di Orte: si pensa all’Istituto di Energie alternative.
STEFANO STEFANINI
Giovedì 28 maggio 2009, con la consegna dell’immobile ristrutturato da parte del sindaco di Orte Primieri ai delegati del rettore dell’Università della Tuscia prof. Marco Mancini, inizia l’esperienza della sede degli Studi universitari. Per il progetto di ristrutturazione dell’immobile dell’ex caserma dei Carabinieri e delle carceri nel centro storico di Orte, nei pressi della cattedrale, erano stati stanziati 810.000 euro per la destinazione a palazzo dell’Università della Tuscia, oltre a 1.100.000 euro stanziati dall’amministrazione comunale nell’ottobre del 2005. I responsabili dell’Università della Tuscia hanno ipotizzato di realizzare nell’ampio e pregevole complesso architettonico un Istituto di Energie alternative, costituendo in tal modo un efficiente sistema integrato di ricerca, studio e promozione culturale con le strutture limitrofe degli Archivi Storico, Civico e d’Arte Sacra. L’intervento del palazzo dell’Università di Orte era stato finanziato dalla regione Lazio nell’ambito interventi cofinanziati dall’Unione Europea in attuazione del DOCUP (Documento Unico Programmazione) 2000/2006 Obiettivo 2, riferito alla biennalità 2005-2006 per l’Asse Prioritario III, direttamente riferibile alla valorizzazione dei sistemi locali. Il complesso dei 48 progetti finanziati – di cui il palazzo destinato all’Università di Orte fa parte - è stato cantierati direttamente dagli enti locali della provincia di Viterbo, nei settori strategici della valorizzazione dei centri storici e delle zone turistiche, del miglioramento delle strutture ricettive, della rete dei musei e delle strutture culturali, categoria in cui rientra la sede universitaria di Orte, oltre alla qualificazione e fruizione delle aree protette dei parchi e delle riserve naturali, il recupero delle aree degradate, nonché al potenziamento e completamento di infrastrutture delle aree artigianali e industriali. Il sindaco di Orte Dino Primieri, ha espresso viva soddisfazione per il progetto avviato ed ha sottolineato la validità del metodo della concertazione tra i vari livelli regionali, provinciali e comunali e l’istituzione universitaria viterbese. I 48 interventi economici sono stati destinati a beneficio di oltre 30 comuni, di un parco regionale e di una riserva naturale, in particolare per la valorizzazione delle vocazioni dell'area provinciale e di integrazione tra le attività di trasformazione, commerciali, culturali e ricettive nella prospettiva di una promozione dei “sistemi turistici locali”, individuati in funzione delle peculiarità territoriali (turismo culturale e religioso, termale, enogastronomico, agrituristico, lacuale e balneare). E’ stato sottolineato come l’Università ad Orte, dovrà essere il volano del rilancio del centro storico e dell’intera cittadina, per la presenza di giovani studenti che richiedono strutture ricettive, di pratica sportiva e di svago, individuabili nel centro storico come nei vari quartieri. Inoltre la presenza di una sede universitaria completa ed esalta il ruolo di Orte come polo scolastico provinciale, con la presenza oltre che delle scuole dell’obbligo, recentemente ristrutturate e potenziate, gli istituti superiori del Tecnico commerciale, nato negli anni settanta, del Liceo Scientifico, nato negli anni ottanta e dell’istituto di Geometri, costituito negli anni novanta del Novecento. I progetti di creazione del Polo scolastico, di valorizzazione turistico-culturale, di rilancio del distretto industriale di Civita Castellana e della creazione dei distretti Rurale e Culturale, e di sviluppo economico come l’Interporto di Orte e l’Aeroporto di Viterbo dovranno essere necessariamente integrati con il potenziamento della dotazione infrastrutturale della Tuscia (trasversale e linee ferroviarie) e costituiscono gli elementi decisivi per lo sviluppo integrato del nostro territorio.
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